Awl art we love | Luisa Vanzini
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“Ovunque c’è molta bellezza”  – Rainer Maria Rilke

 

La mia storia di architetto è iniziata prima che lo diventassi.
Fin da bambina, amavo disegnare case con il portoncino d’ingresso, finestre simmetriche ed il comignolo fumante sul tetto. Erano nel mio immaginario case abitate, vive.
Munita di matita, disegnavo nei posti più impensati e ovunque mi trovassi, spontaneamente. Lasciavo tracce, le prime.

Oggi queste case sono reali: appena varcata la soglia, scopro i dettagli e le atmosfere, che sono unici, mai uguali: la vista particolare che si intravede da una finestra, la luce naturale dell’ambiente, il colore di un vecchio serramento, un camino o l’altezza dei soffitti, i pavimenti, la presenza o meno di scale, muri…
Stabilisco subito una relazione con la casa e inizio ad “abitarla” nella mia mente fin dal primo incontro.
Il progetto poi si avvia: demolizioni, scoperta, tracce, ricostruzione, colori, materiali, problematiche, rifiniture, scontenti e gioie. Un’operazione quasi chirurgica, per l’edificio, che il cantiere spesso riporta alle sue origini, ma con un segno in più, quello di oggi, mediato dal design e dal dialogo contemporaneo.
Amo l’uso del colore che dà connotazione ad uno spazio, valorizza una parete o una stanza, il colore inteso come personalizzazione o come imput al progetto; studio palette colori e gli accostamenti materici sempre insieme a chi abiterà gli spazi ed è questa la fase più interessante per me.
Non mancano le sorprese e gli imprevisti, e poi ci sono i processi di lavoro con gli artigiani, la polvere , i viaggi, le trasferte e il disegno, tanto disegno, ancora sui muri, mentre parlo con il cliente o con chi deve eseguire l’operazione. E capisco, mentre eseguo schizzi come da piccola, che la mia indole non è mai cambiata.

2016-01-11 21.45.09 (Copia)

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Vivo e lavoro a Pavia.
Dopo aver conseguito il diploma di Interior Designer all’ISAD di Milano, ho proseguito studiando architettura al Politecnico di Milano dove mi sono laureata.
Il mio studio è a Pavia, all’interno di Casa Negri della Torre, un complesso del XVII secolo vicino all’Università, nel centro storico della città.
Mi occupo prevalentemente della progettazione per la conservazione e il recupero fino alla valorizzazione di edifici tutelati dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, con particolare riguardo agli elementi storici e all’utilizzo di materiali e tecniche di lavorazione.

Amo i viaggi e la fotografia, la lettura, la scrittura e visitare mostre e spazi d’arte che sono fonte di ispirazione per i miei lavori. Seguo e seleziono progetti di design basati sulla ricerca dei materiali sia essi innovativi o di recupero, cercando di collocarli all’interno delle case che progetto ma anche in spazi pubblici, prevalentemente storici.
Con Annalisa Ferraris e il progetto AwL, curo da diversi anni progetti culturali e percorsi mostra allestiti all’interno di spazi pubblici e privati, che riflettono la passione per le diverse forme d’arte, spesso messe in collegamento grazie ad un lavoro d’equipe.