Il palazzo è ubicato in una delle vie più centrali e storiche della città, precisamente al civico dodici della via Jacopo Menocchio (ex Contrada di San Bartolomeo), un passaggio conosciuto e noto soprattutto in relazione agli altri edifici, istituzioni ecclesiastiche e religiose operanti nel campo diocesano, presenti nella via.

Il palazzo, d’origine cinquecentesca, si presenta con un impianto rettangolare a tre corpi di fabbrica attorno ad una corte quadrata pavimentata in ciottoli, definita da eleganti facciate con bugnato in cotto e sotto le quali corre un fregio dorico a triglifi e metope ed un secondo corpo che si estende sul giardino interno.

L’esterno presenta un fronte regolare, scandito da assi di finestra, disposti su due ordini che denunciano la divisione interna in due piani fuori terra più un piano sottotetto.

Il prospetto si presenta con finestre incorniciate da decori a fresco con graffito recentemente restaurate alcune delle quali complete di eleganti parapetti di ferro battuto, finemente lavorati.

Dall’elegante portale con modanature dipinte, si accede tramite un androne, al cortile quindi ad un braccio di portico che interessa una piccola parte del corpo di fabbrica occidentale; esso è costituito da arcate a centro ribassato con volute in cotto, sopra eleganti colonne toscane in pietra. Dal braccio di portico si accede, mediante un’ampia scala in pietra, all’appartamento nobile e successivamente al piano sottotetto.

La regolarità dei fronti è garantita dalla presenza di alcune finte finestre dalle quali s’intravede la superficie dipinta con tecnica a trompe l’oeil, rappresentante infissi dai vetri piombati, sotto strati di verniciatura più recente.

Il palazzo ha conosciuto un recente restauro, ultimato nel 2010 curato e diretto dall’arch. Luisa Vanzini e dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, e che ha interessato la facciata esterna sulla via Menocchio, l’androne, il cortile interno, le facciate interne il cortile ed il braccio di portico d’ingresso al piano nobile.

Oggi, attraverso la convenzione con il Ministero dei Beni Culturali il palazzo è vistabile in giorni dedicati.